All’interno del progetto di formazione e prevenzione di Salute Mentale, ci si è sempre occupati di ragazzi in difficoltà vaganti per le strade di Managua, ma anche Estelì, Matagalpa, Ocotal, nel nord del Paese.

Abbiamo sostenuto un centro sociale diurno per bambini ad Estelì. Fedeli al nostro modo di intervenire, non abbiamo costruito residenzialità, né istituzioni, ma abbiamo intensamente lavorato perché i bimbi potessero vivere nelle loro famiglie e/o nelle famiglie allargate. Abbiamo per esempio rifiutato di costruire un carcere minorile ad Estelì, ma, lavorando nel carcere cittadino ci siamo occupati dei diritti dei piccoli carcerati inventando e producendo prassi alternative alla carcerazione. Nella cultura sociale del Nicaragua è forte il pensiero dell’autodeterminazione dei piccoli, lavoratori, spesso abbandonati e che si devono occupare della propria sopravvivenza e, a volte, della sopravvivenza di fratellini o della madre o della nonna.

Abbiamo introdotto mediazioni culturali organiche a questo pensiero in modo tale da produrre attività globali che vedessero i bambini protagonisti della loro vita e delle loro scelte, lavoratori certo, ma anche con un pratico riconoscimento della necessità – diritto alla formazione e ad un armonico sviluppo psicofisico.

Non piccoli adulti a cui si chiede tutto, ma bambini che devono crescere in fretta,
ma armonicamente.



Alcuni momenti di GRT in Nicaragua
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